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mercoledì 15 gennaio 2014

TASSO nei sogni

Il tasso è sempre stato un animale temuto per la sua aggressività, ma anche rispettato, da sempre ritenuto (soprattutto dagli sciamani delle Americhe) portatore di saggezza e insegnamenti.
Il suo messaggio è quello di utilizzare la propria rabbia facendone una virtù, come anche forza nel saper mostrare i propri sentimenti senza curarsi delle reazioni altrui. Il Tasso è pure simbolo di coraggio in quanto non conosce panico in situazioni pericolose riuscendo a rimanere sempre lucido e affrontando qualsiasi tipo di avversario, senza curarsi troppo di essere possibilmente in svantaggio fisico o numerico.

Esso solitamente appare nei sogni con un messaggio ben preciso: imparare a dire “no, non accetto più questa situazione”. Concentrarsi sul proprio obiettivo ed andare fino in fondo è ciò che i tasso viene a suggerirci quando si manifesta nelle nostre riproduzioni oniriche, facendo anche uso della propria rabbia, purché questo avvenga secondo una chiave creativa e costruttiva, facendo diventare la rabbia stessa, determinazione.

domenica 30 dicembre 2012

La BALENA

La balena è un animale portatore di forze arcaiche che tentano di emergere dal fondo del nostro essere per richiamare la nostra attenzione.
Se scartiamo Moby Dick, la balena da sempre ha rappresentato una simbologia positiva..la si vede in film e racconti come salvatrice, diretta o indretta, i suoi occhi sono sempre rappresentati come saggi, intuitivi, intelligenti, custodi di un antico e superiore sapere, e questa positività la ritroviamo anche nel mondo onirico.
E’ il più grande mammifero esistente e la sua mole e la sua forza sono da sempre fonte di meraviglia e la inseriscono a buon diritto, nei miti della creazione, fra gli animali cosmofori, che, come il coccodrillo, l’elefante e la tartaruga sostengono tutto il mondo.
Sia per il mito di Giona inghiottito dalla balena (presente in maniera diversa anche in numerose altre culture), sia perché questo animale vive nelle profondità marine, la balena è archetipo della discesa agli inferi e della successiva risalita che consente una nuova possibilità di vita, una rinascita. Quando Giona viene infine vomitato dalla balena, la trasformazione è compiuta, nel ventre del mostro è avvenuta la rigenerazione ed il rinnovamento con cui affrontare nuovamente il mondo. E’ metafora di ciò che l‘inconscio può contenere e rivelare all’individuo, simbolo di un tuffo all’interno di se’ alla scoperta della vitalità che le profondità della psiche possono custodire.
Vedere nei sogni la balena è entrare in contatto con questo mondo profondo ed inconscio e con le idee e le possibilità ad esso collegate, o per lo meno è una figura attraverso cui il nostro inconscio ci suggerisce che avremmo bisogno proprio di un viaggio introspettivo, per entrare in contatto con noi stessi e affrontare il periodo che stiamo vivendo in maniera differente, con rinnovato vigore e maggior fiducia nelle nostre capacità avendo ben presente cosa vogliamo e cosa siamo in grado fare: tutto ciò può avvenire solo con un accurata autoanalisi e una buona dose di onestà.
Sognare di essere inghiottito dalla balena o da un mostro marino o vedersi rinchiuso nel ventre dell’animale, confronta il sognatore con la necessità del “ritiro”dal mondo, di una elaborazione fatta in solitudine e fuori dal frastuono esteriore, un ripensamento di quanto si sta vivendo o anche l’ elaborazione di un lutto.
Per il modo in cui accudisce i suoi cuccioli, e anche per il grande ventre la balena richiama la figura materna, la forza femminile che sta nell’incubazione, la non-azione rigenerativa che prepara ad un nuovo inizio, con rinnovato impeto e slancio vitale.

domenica 29 aprile 2012

Sognare un LEONE


Ben si sa che l'aspetto comune a tutti gli animali (anche a l'uomo, sebbene in minor modo) è l'istinto, ed è per questo che sognarli può essere sintomo di una parte istintiva del nostro io che vuole venir fuori o lo è già venuta. In particolar modo quando si tratta di quegli animali ritenuti più istintivi degli altri..e che tante volte scambiamo per "feroci"!
Tigri, leoni, iene..sono tutti animali che fanno riferimento alla nostra parte inconscia più repressa, quella strettamente legata all'istinto e che millenni di civiltà hanno relegato ad uno stadio di repressione - anche se s-fortunatamente molto spesso senza successo!
Visualizzare un leone nei sogni può avere un duplice significato, uno positivo, ed un un po' meno.
Il leone è comunemente considerato il Re degli animali, per la sua presenza possente e la sua forza, per la maestosità del portamento e la criniera che circonda il capo simile ad una corona di raggi, a cui si riconosce un ruolo di preminenza, di giustizia e potere. Il leone che appare nei sogni è il riflesso di un identico “leone interiore”. La sua naturale regalità e forza possono simboleggiare nei sogni, la stessa forza vitale del sognatore o il coraggio, la nobiltà d’animo, una naturale leadership o la passione che può rivelarsi nell’amore, nel sesso, o semplicemente nella spinta verso la vita.
In aspetto negativo invece la sua naturale ferocia di animale selvatico diventa simbolo di istintività e sessualità sfrenata, di dispotismo ed autoritarismo esasperato, di forza e violenza brutale. Nei sogni rivela la presenza di energia istintiva, di forza fisica e mentale, di spinte sessuali che hanno bisogno di essere disciplinate. Rappresenta l’aggressività predatrice che anche noi esseri umani conserviamo nel nostro paleocervello come retaggio animale. Se il leone si presenta con ferocia ed aggressività può rappresentare aspetti rinnegati relativi alle pulsioni naturali che spaventano il sognatore, con cui non ha contatto e che premono per essere integrati. Più il leone appare con aspetto spaventoso, più gli aspetti che incarna sono lontani dalla coscienza, così premono e possono manifestarsi con scopi d’ ira, aggressività o violenza anche nella vita reale.

Secondo Jung il leone nei sogni è espressione delle forze selvagge e indomite maschili che molto spesso hanno bisogno di essere domate con intelligenza e saggezza (per convogliare la forza in forme creative) così come appare nelle carte dei tarocchi.

lunedì 12 marzo 2012

Sognare un PAVONE

Immagine del Sole, della totalità' e del rinnovamento ciclico per la forma circolare della sua coda e per la livrea sgargiante delle sue piume.
Il pavone è da sempre simbolo di immortalità, tanto che gli antichi credevano che la carne del pavone non si potesse decomporre dopo la morte. Era questo il significato che volevano trasmettere i primi dipinti e mosaici cristiani rappresentando le immagini di questo affascinante animale; ancora oggi le piume di pavone vengono utilizzate durante il periodo di Pasqua come decorazioni della chiesa, infatti questo simbolo di immortalità è direttamente collegata a Cristo (il pavone appare spesso tra gli animali nella stalla in natività di Cristo a simboleggiare la consapevolezza e l'accettazione del suo destino). Sia Origenes Adamtius e Agostino si riferiscono ai pavoni come simbolo della risurrezione e di vita eterna, si dice infatti che le porte del Paradiso siano sorvegliate da una coppia di pavoni.Il pavone sostituisce naturalmente le piume ogni anno, e per questo il pavone è anche un simbolo di rinnovamento.
Inoltre il pavone è famoso per la sua capacita' di mangiare serpenti velenosi senza procurarsi danno. Nell'antichita' si credeva che i colori cangianti delle piume della sua coda fossero dovute alla sua supposta capacità di trasformare il veleno dei serpenti in iridescenze solari (da qui il richiamo al simbolismo del Sole).
Data questa premessa si capisce che la manifestazione onirica di questo animale rappresenta la primavera, la nascita, una nuova crescita, la longevità, e l'amore. Si tratta di un buon auspicio, un annuncio di prestigio, successo e soddisfazione nel rapporto di coppia o nel lavoro.
Ma il pavone nei sogni può' avere significati divergenti. Tale magnifico animale, proprio per la sua magnificenza e pomposità' rappresenta anche l'orgoglio, l'eccessiva fiducia e la vanità. Così sognare un pavone dovrà indurre il sognatore a riflettere sul suo modo di presentarsi agli altri, sull’orgoglio o sulla vanità di cui forse deve prendere coscienza, su di una immagine di se’ probabilmente “ingombrante” ed accentratrice. Civetteria, fatuità, vacuità, esibizionismo, leggerezza sono tutti modi di essere che il pavone può far emergere e portare all’attenzione del sognatore.
Ma la sua regale immagine può collegarsi anche alla necessità di integrare in parte alcune qualità sopra citate: se il sognatore nella sua realtà è schivo ed eccessivamente riservato, scialbo ed insignificante il pavone lo richiama ad un maggior senso di se’, alla necessità di emergere in mezzo agli altri, ad una maggior sicurezza nel mostrarsi (dagli "occhi" della sua coda).
Il pavone nei sogni può rappresentare anche il senso della dignità e dell’integrità personale e la necessità di salvaguardarle nei confronti di situazioni o persone che possono minacciarle.
In questo caso il pavone appare come rappresentazione di una “bellezza interiore“, di un se' prezioso e regale che il sognatore deve conoscere e riconoscere. Il pavone in questi sogni è un’immagine incoraggiante che allude alla costruzione della propria autostima e che rimanda a fierezza ed onore.

Altre immagini e credenze:

Pitagora ha scritto che l'anima di Omero si trasferì in un pavone, un iperbole per stabilire il rispetto e la longevità delle parole del poeta greco.

I Greci dedicarono il pavone a Giunone, la dea del cielo e le stelle, in riconoscimento dei cerchi d'oro e dello sfondo blu della coda del pavone.

Le piume di pavone venivano utilizzate per redigere i giuramenti sacri, in quanto si pensava che anche le sue piume contenessero la potenza della risurrezione, così' come per la Fenice.

Una collana di ametista e piume di pavone e' un ottimo talismano per proteggere chi lo indossa da streghe e stregoni.

Due pavoni che si abbeverano ad un calice simboleggia la rinascita e gli angeli sono spesso raffigurati con quattro ali di piume di pavone.

Nella mitologia egizia, greca e romana, le piume di pavone pero' potevano anche avere connotazione negativa, se non utilizzate nella giusta maniera e con i giusti riguardi, tanto che venivano addirittura temute come oggetto di "malocchio": occhi che mai si chiudono!

Si pensa che il pavone sia in grado di fecondare una donna con il solo sguardo, per tale motivo e' ritenuto simbolo di fertilità' e tutte le case e le corti ospitavano almeno un esemplare di questo splendido animale.


giovedì 26 gennaio 2012

Il GATTO



I gatti sono animali affascinanti. Affettuosi e schivi allo stesso tempo. Io li adoro perché non ti regalano niente, ti danno solo ciò che meriti!
Generalmente sono temuti o guardati con diffidenza perché superficialmente dimostrano una certa ambiguità (per esperienza posso dire che questo vale solo per chi non li conosce veramente..io ho due gatti stupendi, affettuosi e per me semplicissimi da comprendere! Ma bisogna mettersi al loro piano, guardarli con i loro occhi, non con i nostri!)
Ma qui stiamo parlando di sogni e del valore che una figura assume nel subconscio del collettivo generale, quindi a questo mi atterrò:
Il gatto nei sogni esprime la stessa ambivalenza che anche nella realtà generalmente si può osservare nel suo modo di comportarsi. Nessuno può obiettare che questo è un animale elegante, armonioso, agile, con una grazia sensuale e morbida, con uno sguardo profondo e misterioso, ma indipendente, molto poco influenzato dalla vicinanza umana, repentino nei cambiamenti, negli scatti, con una ferocia istintiva da animale selvatico, tanto da sembrare alle volte alquanto distaccato. E’ dolce ed affettuoso, ma non si può costringerlo a fare ciò che non vuole.
Fin dall’antichità ha un ruolo fondamentale come animale domestico e sacro, è sempre stato l'animale delle "porte", protettore dei passaggi, colui che vive "di qua", ma che è pure in contatto con "l'al di là". La Dea Bastet, raffigurata con la testa di gatto, era protettrice dell’umanità, i gatti sacri nei tempi venivano onorati ed osservati dai sacerdoti in ogni loro movimento e desiderio, segnali interpretati a scopo di predizione, mentre uccidere un gatto poteva portare alla pena capitale.
In ogni epoca e cultura il gatto ha colpito l’immaginario collettivo e, dalla sacralità e dal mistero, è facile passare all’aspetto ombroso e demoniaco. Con la paura della morte e del peccato acuita dalle religioni monoteiste, il gatto diventa l’animale del diavolo e della strega, portatore di malefici ed incantesimi: può uccidere donne, succhiare la vita dei neonati, catalizzare tutte le energie negative, portare sfortuna e malocchio.
In genere il gatto, proprio per la sua natura, è attribuito alla donna e rappresenta gli aspetti femminili delle situazioni. Ma più in generale nei sogni esso può esprimere un aspetto di femminineo: la sensualità e la sessualità, l’armonia, la grazia legata al corpo ed all’espressione di suoi bisogni, e può essere simbolo della necessità per il sognatore di ridefinire i suoi spazi vitali, il contatto con il corpo e le sue pulsioni. Si pensi a come il gatto si preoccupa della sua comodità e della soddisfazione di quanto gli è necessario: mangiare, dormire tanto, giocare, coccolarsi e strusciarsi, fare sesso, come si ritagli gli spazi per sé e come sappia delimitare e difendere il suo “territorio”. Così i gatti nei sogni possono indicare aspetti istintuali inconsci che stanno giungendo alla coscienza, e che ottemperano al bisogno di dare più spazio alle pulsioni vitali e all’espressione di queste.
Sognare un gatto femmina può mettere in evidenza l’istinto materno, la dedizione e il calore, il senso di sacrificio, ma è facile poi vederlo “sfoderare gli artigli”, mostrare la sua aggressività, giocare, saltare e muoversi, cacciare, passare dalla dolcezza alla crudeltà.

Nella sua gamma di comportamenti estremamente contrastanti, il gatto nei sogni esprime l’accettazione ed il gusto per la vita vissuta con pienezza, ed il bisogno di mostrare ciò che siamo, la ricerca del piacere, e lo slancio vitale e coraggioso che ci permette di non farci abbattere dalle difficoltà, e di assaporare ogni novità.

sabato 14 gennaio 2012

Lo SCORPIONE

Se presso i Maya lo scorpione era adorato come dio della caccia e simbolo della penitenza, nell'antica Grecia lo troviamo invece come strumento di vendetta usato da Artemide. Narra infatti la leggenda che la dea, cacciatrice e protettrice della fauna, fu offesa da Orione che voleva distruggere tutti gli animali del creato. Ella mandò come punizione un grande scorpione che punse mortalmente Orione al tallone. Artemide, riconoscente, trasformò lo scorpione in una costellazione e poichè anche Orione aveva subito la stessa sorte, da allora e per sempre la costellazione d'Orione è costretta a sfuggire a quella dello Scorpione. In Egitto, lo scorpione fu onorato come dio sotto le sembianze femminili della dea Selkhet, divinità benevola, protettrice delle profondità della terra, che conferiva poteri taumaturgici ai suoi adepti, infatti era l'animale protettore degli stregoni guaritori.
Nel Vecchio e Nuovo Testamento lo scorpione raffigura il nemico, il demonio; nel libro di Ezechiele vengono indicati con il nome di questo animale coloro che sono nemici del profeta e della parola divina. Era quindi consequenziale che sin dalle sue origini il cristianesimo adottasse lo scorpione come simbolo dell’eresia e della dialettica speciosa, della ragione "pericolosa" che discute il dogma rimettendo in discussione gli argomenti della fede con il rischio di minare la parola dei Padri della Chiesa.
Il suo aspetto inquietante ed “alieno” suscita generalmente una sensazione di paura, ma la sua resistenza, aggressività e capacità di difendersi, lo hanno reso fin dall’antichità simbolo di potere e di influenza sugli altri.
Nello scorpione ritroviamo tutta la potenza ed ambivalenza del simbolo del serpente: morte e rinascita sono presenti, complementari e susseguenti come nell’ uroborus, il serpente circolare che si morde la coda, e ripropongono l’eterna dinamica di creazione e distruzione, di morte e vita, di angoscia e passione, in una intensificazione progressiva dell’aspetto sotterraneo e terribile legato alla morte ed alla tragedia. Esso è quindi inteso come nodo della vita e della morte, che nel corso dell'anno rappresenta il ripiegamento fertile dell'autunno che, dopo la morte dell'estate, dà inizio alla lunga gestazione invernale. Ad esempio dal punto di vista astrologico lo Scorpione indica l'ottavo segno (21 ottobre - 21 novembre) e l'ottava casa, quella della morte e della trasmutazione; è infatti il numero otto, simbolo dell'infinito, che viene rappresentato con la doppia spirale che si erge verticalmente. Questo segno corrisponde a Plutone, pianeta oscuro e misterioso, astro dei maghi e degli alchimisti, dei cacciatori e dei draghi, padrone dei mostri che ha assoggettato.
Non è solo una credenza popolare ritenere che lo scorpione, se non riesce nello scopo che si è prefisso o se viene circondato dal fuoco, si dia la morte pungendosi da solo.
Nell’interpretazione simbolica della psicologia del profondo lo scorpione, come il serpente ed ogni altro rettile, è simbolo che richiama immagini di particolari forze primitive, ancestrali che, come questo animale, sono presenti nel mondo dalla notte dei tempi.
Anche nei sogni lo scorpione compare a richiamare la forza istintiva e selvaggia degli strati più profondi dell’essere che può contribuire alla “morte ” simbolica di qualche aspetto paralizzante ed obsoleto, e può portare nuova forza ed energia vitale.
Per la sua capacità di difendersi e di combattere può apparire nei sogni ad esprimere il bisogno di autodifesa e di protezione degli aspetti più vulnerabili della personalità, o la necessità di essere più combattivi e decisi.
Ma il suo aspetto inquietante ed il senso di pericolo che ne deriva, lo rendono, anche un simbolo generalmente negativo, che riflette un “allarme” della psiche, un segnale a cui prestare estrema attenzione, sia che si riferisca al mondo interno che a quello esteriore.
Vedere nei sogni un nido di scorpioni o esserne attaccati può riferirsi ad una situazione contingente presente nella vita del sognatore, in cui, qualcosa o qualcuno, attenta alla sua sicurezza in modo subdolo e pericoloso. Oppure può fare riferimento ad aspetti di sè non riconosciuti ed onorati che divengono fagocitanti ed invasivi per la coscienza, e che possono manifestarsi in pensieri ossessivi e pericolosi, violenti e non controllabili, o in malesseri fisici acuti.
Uccidere uno scorpione nei sogni, oppure riuscire a difendersene, può collegarsi sia alla capacità di vincere furbizie ed insidie altrui, che alla volontà o necessità di soffocare pulsioni istintive legate alla sessualità, alla violenza, alla rabbia o al desiderio di potere che stanno emergendo.

lunedì 17 ottobre 2011

Il Pettirosso




“Vedere un pettirosso nei sogni prelude ad un nuovo inizio pregno di crescita”..questa, in sintesi, l’unica lettura che si ha di questo animale, a livello onirico…ma vediamo perché:

Il pettirosso è emblema del ciclo Morte – Rinascita.

Nella tradizione cristiana il pettirosso è associato sia alla morte-resurrezione di Gesù. E’ di origine medioevale la storia che durante la Crocifissione di Gesù, mentre molti uccelli continuarono a volare nel cielo indifferenti, il pettirosso, preso da pietà, sospese il suo volo e dall’alto guardò il condannato. Poi, non sapendo che altro fare, volò intorno alla testa sanguinante e faticosamente ruppe una spina, togliendola dal capo del Signore.
 Una goccia di sangue gli bagnò le piume del petto che a partire da quel giorno rimase a tutti pettirossi in ricordo di quel gesto generoso.
Molti i quadri della tradizione cristiana di “Madonne con uccellino”, rappresentano il bambin Gesù che tiene in mano, o al laccio, un cardellino o un pettirosso.

Si è sempre assistito ad un "ribattezzamento" in chiave cristiana di culti e riti di matrice pagana, infatti, nonostante la lettura cristiana, la simbologia del pettirosso è prettamente nord europea, anzi per essere più precisi è un simbolo fortemente inserito nel folklore britannico, tanto che il pettirosso è diventato l'emblema dei postini inglesi dell'epoca Vittoriana, essendo loro stessi chiamati Robin (pettirosso in inglese) e vestiti con uniformi rosse, fino al 1960, quando il pettirosso è diventato l'animale simbolo del Regno Unito.
Proprio in Gran Bretagna vi è una storiella “Who Killed Cock Robin?” che, analizzandola un po’, ci aiuta a risalire alle radici e quindi alla lettura approfondita, della simbologia di questo uccellino.

“Who Killed Cock Robin?” fu pubblicata nel 1744 nella raccolta Tommy Thumb’s Pretty Song Book, ma la filastrocca non è che la parte finale di una ballata molto più lunga: la versione integrale venne stampata solo nel 1770.
 Nei secoli si sono mescolate molte varianti, ma in quella più conosciuta Cock Robin (il pettirosso) si innamora di Jenny Wren (lo scricciolo). Viene celebrato il loro matrimonio, dove tutti sono felici, mangiano e  bevono cose deliziose, ma a rovinare la festa entra in scena il cuculo, che vuole portarsi via Jenny Wren. Il passero allora, con arco e frecce, prende la mira per toglierlo di torno, ma sbaglia il colpo e uccide Cock Robin (anche nella realtà il cuculo ruba i nidi già fatti). In altre varianti una lite tra i due uccellini innamorati precede il matrimonio.
Il pettirosso e lo scricciolo sono entrambi uccelli venerati nelle mitologia antica. Lo scricciolo era considerato il re degli uccelli nella mitologia greca, e il più furbo tra essi nella mitologia celtica, mentre il pettirosso era attribuito al dio Thor, il dio del tuono, come effige di tutto ciò che rappresenta il maschile.
Ma ora viene il bello. Lo scricciolo si chiama Jenny Wren: Wren day è il nome irlandese della nostra festa di Santo Stefano (26 dicembre), che, insieme a Natale, corrisponde alle antiche feste del solstizio d’inverno. Nell’antica tradizione celtica uno dei riti di questa festa era… l’uccisione dello scricciolo (!). Tradizione rimasta molto a lungo in Irlanda, da cui il nome Wren day.

Nel suo libro “La dea bianca”, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo.
Ecco che ritroviamo tutti gli elementi: lo scricciolo e il pettirosso, simboli delle due parti dell’anno, il loro matrimonio, simbolo dell’unione mistica tra le due parti (anche nel mito celtico il re-quercia e il re-agrifoglio erano gemelli e uniti simboleggiavano l’anno), la morte di uno dei due uccellini, simbolo della morte dell’anno vecchio, mentre il banchetto descritto può essere quello delle feste del solstizio d’inverno (o d’estate). Il cuculo (uccello primaverile) arriva per portar via l’inverno, rappresentato dallo scricciolo. Una delle due parti dell’anno (il pettirosso) viene uccisa e poi sepolta, e nella filastrocca si da grande spazio al rito di sepoltura, che rappresenta il passaggio necessario alla rinascita della primavera.
 Non è chiaro perché sia il pettirosso a lasciarci le penne e non lo scricciolo, potrebbe essere che con l’accumularsi dei significati nello scambio orale del racconto, il pettirosso e lo scricciolo siano diventati simboli intercambiabili. Ma vi è un’altra cosa da tenere in considerazione: l’interessante credenza inglese che sia compito dei pettirossi seppellire i morti restati senza sepoltura nei boschi! Questo ribaltamento dei significanti - pettirosso che muore/pettirosso che si prende cura dei morti – è tipico delle metamorfosi dei miti nel tempo, ed è anche un meccanismo tipico dei sogni!. Inoltre, per poter raggiungere la resurrezione, vi è la necessità di passare prima attraverso la morte, bisogna chiudere un ciclo per poterne aprire un altro: il pettirosso, antico simbolo dell’anno nuovo, è colui che facilita il passaggio dall’inverno alla rinascita.



giovedì 6 ottobre 2011

Anguilla nei sogni


Animale ambiguo in quanto è un pesce ma si tende sempre a ritenerlo una biscia. Entrambi questi due animali però si riferiscono alle forze dell’inconscio, quindi dei mutamenti della personalità dopo un’attenta e prolungata introspezione.
La sua caratteristica è quella di essere sfuggente, tanto che si usa dire “è un’anguilla!” di una persona che sfugge, che non riusciamo a controllare o a portare sul nostro piano di discorso.
Per questa sua caratteristica l’anguilla è ritenuta emblema di inaffidabilità e di tutto ciò che procura timori e precarietà, ma anche di problemi di concentrazione ed impegno: difficoltà a concentrarsi su un determinato obiettivo senza essere continuamente distratti da eventi esterni.
Anche in sogno, quindi, l’anguilla ripropone tutta la sua inquietante carica di ambiguità e di disagio, che può essere anche sintomo di un trauma mai rimosso, subito nell’infanzia.
Molti manuali inoltre propongono diverse letture a seconda del tipo di visione che si ha dell’animale; qui riporto quello che ho trovato:
significato generale (e largamente condiviso – non da me, ma da vari autori!): non si e’ saputa cogliere un’occasione; le proprie aspirazioni sono destinate a non essere soddisfatte; la persona amata non si decide a dare risposta alla richiesta di un rapporto più serio e costruttivo; non si hanno indicazioni confortanti circa lo sviluppo dei propri affari; persino nel gioco incombe la sfortuna. Il sognatore potrebbe anche inconsciamente sentirsi un’anguilla e avvertire il disagio di non essere capace di assumere seriamente degli impegni o di dare un preciso indirizzo alla propria vita.

Oltre a ciò, a mio avviso (se non si è ancora capito, io sono più d’impronta junghiana), i sogni, tramite la visione dell’anguilla, ammoniscono a stare più attenti alle sensazioni che si provano e a non tralasciare volontariamente la focalizzazione di alcuni problemi o paure che invece necessiterebbero l’attenzione del sognatore!

martedì 13 settembre 2011

Il cane nei sogni


Il cane da sempre è l’emblema della fedeltà e dell’amicizia, per questo nei sogni spesso rappresenta il partner o l’amico fedele, ed ecco perché per i molti, vedere cani aggressivi o minacciosi nei sogni starebbe ad indicare la presenza di falsità e tradimenti, ma, come al solito, la lettura simbolica è ben più profonda... Simbologicamente, il cane è l’animale che più di ogni altro con a natura istintiva che siamo in grado di comprendere. La sua presenza ci mette di fronte a situazioni in essere che magari non riconosciamo ma che siamo di certo in grado di affrontare.
Secondo Freud al cane sarebbe collegato l’istinto sessuale (tanto per cambiare), mentre Jung lo fa risalire ad un legame amichevole, un compagno di vita o un Sé interiore, guardiano degli istinti.

Il simbolo del cane è profondo ed antico, la sua immagine traspare in diverse figure mitologiche: dalla Dea Ecate che regna negli inferi, al mostro Cerbero di guardia al fiume infernale dello Stige, alle divinità egizie che accompagnavano i defunti nel passaggio all’oltretomba, difatti è un animale “psicopompo”, rappresenta l’entità che accompagna le anime durante il loro viaggio nell’aldilà (vedi Anubi, il dio con la testa da sciacallo). L’energia del simbolo, muove allora in una direzione più legata allo spirito, al sostegno spirituale o psicologico.
Ma il cane, è legato anche alla “parte animale” presente in ognuno di noi, rappresenta gli istinti che possono presentarsi “addomesticati” o parzialmente integrati. Il cane è considerato il miglior amico dell’uomo e per questa ragione, la paura che il sognatore nutre nei suoi confronti e che può emergere nei suoi sogni, sarà elaborabile, riconoscibile e trasformabile come un aspetto della propria aggressività naturale che può essere incanalato (ad esempio rabbia o energia sessuale repressa che devono trovare uno sfogo).
Sognare uno o tanti cani pronti ad attaccare, rimanda alle pulsioni aggressive ed alla paura che queste possano prendere il controllo, oppure fa riferimento a reali timori del sognatore di non essere in grado di difendersi dalla furia e dall’aggressività altrui. Mentre il cane nei sogni che ci difende o ci segue amichevolmente, fa pensare al bisogno di sostegno, di aiuto o alla necessità di delimitare un territorio, cioè porre dei confini alle pretese altrui, far valere le proprie idee ed opinioni.
Anche la taglia e l’aspetto possono influire sul significato di questo animale nei sogni, le sue sembianze sono un’escamotage che la nostra psiche usa per creare ponti non rifiutabili dalla nostra coscienza. La mente rende così accettabili delle energie istintive di cui non si deve avere timore e che in futuro potranno modificarsi e manifestarsi nella loro realtà.
Il significato del cane nei sogni è spesso legato al corpo ed agli istinti, alla difesa del proprio benessere e del proprio territorio, da cui non viene escluso un rapporto conciliante con gli altri.

domenica 4 settembre 2011

Sogno di Mabella


"Mi trovavo a letto, a casa dei miei, mi sono svegliata ed in bocca avevo il mio animaletto da compagnia:un serpente piccolo ed arancione. Mi sono svegliata proprio perché mi aveva morso l'interno della guancia, ma sapevo che lui era abituato a dormire così, quindi non mi sono né spaventata, né stupita. L'ho portato giù in giardino a farlo giocare con i cani e ad un certo punto ho visto che uno dei miei cani lo teneva tra le gambe e lo pettinava (?). Poi da lì, non ha fatto altro che andare a caccia di topolini bianchi in giro per il giardino. Cambio di scena: nella mia cameretta (in realtà era una specie di sgabuzzino segreto all'interno di una stanza più grande) dormivano le mie nipotine, con orrore vedo un paio di topolini anche lì..così ho sguinzagliato il serpentello in modo da dar loro la caccia. Poi non ricordo più nulla...”

sabato 3 settembre 2011

Topi e pene


Questo topino è carinissimo, ma in genere i topi non godono di grande simpatia. In tutte le culture sono ritenuti animali sgradevoli, infestanti e portatori di malattie, tanto che molte volte, come tutte le cose da temere, sono stati associati al diavolo, alla stregoneria, alla malignità, al malocchio.
Si muovono furtivamente e velocemente nell’ombra, sono voraci, predatori e non disdegnano nemmeno la carne di altri animali. La tradizione popolare compie un'equivalenza tra i sogni relativi ai topi e i tormenti della vita psichica.. Sognare dei topi, quindi, fa emergere la presenza di una pena segreta che rode le forze vitali del sognatore. Per questo motivo un sogno del genere deve indurre il sognatore a curare il suo stato d’animo e a fare una analisi introspettiva che tendi a ristabilire un equilibrio morale scacciando ansie e paure. Molti parlano di depressione, ma a me sembra una parola un po’ grossa, troppo spesso abusata. Certo, la figura del topo è un espediente usato dal nostro subconscio per portare alla luce uno stato emotivo affranto, sconsolato che ha bisogno di essere ascoltato e coccolato.
In genere i topi onirici sono pensieri che fanno male, che non si riescono a scacciare, e restano in fondo all’animo come un sottofondo costante. Possono essere distruttivi, determinati dalla paura, dall’ingiustizia e dalla rabbia, ma sostanzialmente nutrono se stessi e non portano a nulla…..
A volte questi animali possono collegarsi all’istinto sessuale, possono rappresentare il pene, soprattutto quando nell’immagine è compresa una grossa e lunga coda, e quando l’attività e la vitalità dell’animale non provoca disgusto, bensì curiosità o divertimento.
I topi possono essere simbolo di desideri segreti che “rodono” dentro, o anche di una sessualità esasperata.
Sognare topolini domestici simpatici e graziosi, topini bianchi oppure topi da cartone animato che non provocano repulsione, ma tenerezza e divertimento, può collegarsi ai contenuti dell’inconscio che si affacciano alla coscienza, ad alcuni aspetti della coscienza che devono “crescere” per essere compresi ed accettati dal sognatore.
E quando i topi nei sogni appaiono frenetici nel loro correre ed agitarsi, possono indicare una iperattività del sognatore, un dirigersi in tante direzioni senza troppo costrutto, un agitarsi nervoso e drenante.
Ma quando nel sogno il topo non è un animaletto grazioso, quanto piuttosto un grosso ratto ripugnante, allora le accezioni della sua presenza saranno prettamente negative: sono legati all’idea del “tramare nell’ombra”, a qualche grosso problema che provoca pena e paura, e che invade la mente del sognatore, tanto da poterne alterare la lucidità ed il contatto con la realtà.
Infine i ratti sono protagonisti nelle crisi di delirius tremens, e quindi possono evidenziare una fase avanzata di alcolismo.

venerdì 2 settembre 2011

Serpente - parte 1


Il serpente è un animale ricco di profondi simbolismi, tanto da meritare più di un intervento anzi, credo che creerò una pagina interamente dedicata a questo animale, ma ora proviamo a dare un’idea generale…e non sapete che fatica sia per me affrontare questa tematica dato che sono ofidiofobica (terrore dei serpenti – infatti mi perdonerete se per questa volta proprongo un disegno infantile al posto della solita foto di accompagnamento al post…ma prometto che proverò ad affrontare questa paura!!!); per fare questa ricerca sfoglio i libri munita di un pezzo di carta bianca bella spessa per coprire tutte le immagine, giusto perché vi rendiate conto della gravità della mia situazione mentale..in effetti ci vuole una persona un po’ toccata per mantenere un blog così, giusto? ;)

Per la sua particolare conformazione, cioè di non avere zampe e quindi di essere l’unico animale ad avere metà esatta del corpo a contatto diretto con la terra e l’altra metà che si rivolge al cielo, per questo motivo dicevo il serpente ha una doppia natura: eleva lo spirito verso il mondo spirituale e, stimola gli istinti più profondi della sessualità.
 Molte volte vedere un serpente nei sogni, soprattutto se il sognatore è una donna, indica impulsi sessuali repressi o rifiutati, o il rapporto che questa ha con il sesso. In questo caso determinante sarà l’atteggiamento del serpente: se è nell’atto di risvegliarsi da un sonno indica un desiderio o una pulsione che cerca di manifestarsi; se è arrotolato ai piedi del letto è la propria sessualità che chiede maggior comprensione, come un cucciolo acciambellato (e non minaccioso) che chiede coccole; uccidere un serpente significa rifiutare tutto quello che esso rappresenta e che, al contrario di quanti molti pensano, non è nulla di negativo: né falsità, né tradimenti, né gelosia né tutto ciò che evoca malignità. Queste letture purtroppo sono dovute alla lontananza che l’Uomo ha avuto nella storia con il proprio Sé, alla paura della forza vitale e dei desideri che veramente ognuno si porta dentro e che la società e la religione hanno sempre imposto di respingere, se pur in alcuni casi con coscienza, ma questo lo analizzeremo in un altro post. La tendenza a reprimere e respingere queste forze fanno sì che il serpente sia un animale che provochi repulsione.
Il serpente è anche il simbolo della mutazione (per via del cambio della muta), della rinascita, del benessere, basti pensare al simbolo della medicina: due serpenti che si arrotolano attorno ad un bastone, o al ciclo della vita che ritorna in moltissime culture e che viene rappresentato come un serpente che si morde la coda. Energia pura e semplice che cambia spesso forma e caratteristiche.
Ma ancora è simbolo di vita e vitalità: rappresenta la Kundalini ed il DNA ha forma di un serpente attorcigliato.

Il serpente nei sogni ha infinite letture. Il significato può cambiare a seconda del colore, della grandezza e dell’atteggiamento dell’animale, se è presente un solo esemplare o molti, se l’ambientazione è al chiuso o all’aperto e come al solito bisogna contestualizzare la sua presenza ed il nostro atteggiamento verso questa.
In ogni caso la presenza del serpente nei ostri sogni ha una forte carica emotiva e simbolica e vuole portare l’attenzione del sognatore su un piano puramente introspettivo, ad affrontare Sé stesso perché le condizioni lo richiedono!

Piano piano analizzeremo i vari aspetti.

giovedì 18 agosto 2011

Il Coccodrillo


Il coccodrillo è un rettile di grande mole e dall'aspetto preistorico, per questo lo si identifica con gli aspetti più reconditi della coscienza, come la parte più antica, non civilizzata, la primitività istintuale dell’essere.

La caratteristica di appartenere sia al regno della terra che a quello dell'acqua, ne fa simbolo delle contraddizioni fondamentali. Si agita nella melma da cui trae origine una vegetazione ricca e lussureggiante, quindi lo si considera simbolo di fecondità, ma contemporaneamente, per quel suo modo particolare di cacciare, furtivo e immediato, arrivando all'improvviso, diventa espressione di distruzione e malvagità.
E' soprattutto nell'Antico Egitto che questo animale è un potente simbolo: Sobek, figlio di Neith, è il signore delle acque e dei pesci e regna sovrano dove terra ed acqua si uniscono; dotato di una vitalità non comune, rappresenta l'energia dell'acqua. Ma è anche archetipo del Divoratore: insaziabile, freddo e sanguinario, divora inesorabilmente tempo e spazio, nonché le anime che non sanno giustificare le proprie azioni. In effetti in molte culture il coccodrillo è un animale psicopompo (che guida le anime dei morti verso il regno dell’oltretomba), soprattutto presso diversi paesi asiatici: la bandiera del coccodrillo, in Cambogia, è utilizzata durante i riti funebri.
Forse da questa antica memoria deriva il gergo giornalistico: coccodrillo è detto il necrologio di persone illustri preparato quando sono ancora in vita e tenuto pronto nel cassetto!
In una lunga descrizione riportata da Erodoto si legge che in certe zone dell'Egitto il coccodrillo è venerato, adornato d'oro e sepolto in recinti sacri; in altre è trattato da nemic, anche se perlopiù era divinizzato. La capitale del Faiyum - attuale Medinet - fu addirittura chiamata Coccodrillopoli.
Nell'oroscopo azteco, come rappresentante dell'inizio, della vita, è il primo elemento: simbolo della prosperità che conferisce valore a colui che nasce sotto il suo segno. Secondo il mito di questo popolo, infatti, la terra nacque da un coccodrillo che viveva nel mare originario. Presso i Maya è simbolo di abbondanza e, come il Giaguaro presso gli Aztechi, veglia alle estremità della quattro strade, i punti cardinali.


Il Coccodrillo essendo un animale che vive in paludi, foci e acque tranquille, come tutti gli animali a sangue freddo, simboleggia la forza femminile primordiale allo stato puro. E’ infatti anche ritenuto simbolo di maternità per l'incredibile dolcezza con cui gli esemplari femmine si curano dei piccoli. In più questo rettile è simbolo di chiaroveggenza poiché ha gli occhi posizionati molto in alto sulla testa - una precauzione che in natura gli serve per osservare oltre la superficie dell'acqua rimanendo comunque immerso.
Però il coccodrillo vive a metà tra il mondo dell’acqua e quello della terra, tra inconscio e realtà, quindi indica una consapevolezza profonda che sta venendo a galla, la manifestazione di una nuova presa di coscienza.
La dicotomia che il coccodrillo incarna nei sogni molto spesso è manifestazione di un tentativo di equilibrare le istanze più istintive e più spontanee della psiche con i contenuti della coscienza.
Ma la sua immagine onirica può anche rappresentare ciò che di falso, nascosto e infido circonda il sognatore, fare riferimento ad una persona da cui guardarsi, o a sensi di colpa tardivi e superficiali (si dice “piangere lacrime di coccodrillo”).
Essere divorati nei sogni da un coccodrillo può allora collegarsi all’emergere delle pulsioni istintive più primitive che vengono avvertite come un pericolo per gli aspetti primari, mentre essere tranquilli alla sua presenza, o addirittura farselo amico può evidenziare il saper padroneggiare il mondo istintuale, lasciandolo emergere senza farsene sopraffare.

domenica 14 agosto 2011

Il Colibrì


Il colibrì è un uccello esotico conosciuto in occidente solo dopo la scoperta delle americhe, per questo la sua simbologia va ricercata nelle interpretazioni delle culture precolombiane. Cristoforo Colombo lo descriveva come “piccolo meraviglioso uccello tanto diverso dai nostri”.
 Quindi per capire meglio la simbologia del colibrì bisogna dare un’occhiata alla mitologia americana.
E’ correlato agli dei sudamericani Quetzalcoatl e Huitzilopochtli (dei della guerra, dell'agricoltura e della civiltà) e rappresenta un simbolismo solare.
Forse per le minuscole dimensioni questo uccellino era considerato rappresentante il seno di una donna, tanto che con le sue piumette seccate si confezionavano talismani d'amore (wakanki) che le fanciulle adolescenti si spalmavano sul petto perchè i seni che stavano crescendo non diventassero troppo voluminosi ma anzi potessero avere la grazia dell'uccellino…e pensare che oggi non si sa più cosa inventare per ingrandirle! Sembra una barzelletta!

Mito pellerossa:
Il Primo Padre, l'Assoluto, si formò dall'oscurità primordiale; Sulla sommità della sua testa, ornata di un copricapo di piume, vi erano fiori brillanti come gocce di rugiada. Dai fiori del sacro copricapo si librò il primo uccello, Mbyà (il colibrì) ovvero lo spirito della vita. Mentre cresceva, creando il sacro corpo, il Primo Padre dimorò nei venti primordiali. Prima di pensare alla sua futura dimora terrestre, prima di pensare al suo cielo futuro, giunse Mbyà e gli rinfrescò la bocca. Fu Mbyà a nutrire Nyah-mahn.doo.ee il Primo Padre con i frutti del paradiso e lo aiutò a crescere infondendogli vitalità.

Mito Tolteco-Atzeco:
I colibrì sono le anime dei guerrieri morti sui campi di battaglia o immolati sulla pietra del sacrificio. Questi eroi vengono trasformati in colibrì rossi e vivono in un paradiso situato a oriente dove regna Xochipilli, il principe dei fiori, dio della vegetazione e della gioventù.
Questi colibrì invisibili accompagnano ogni giorno il sole nella fase ascendente fino a mezzogiorno, in seguito questi uccellini ridiscendono verso oriente, da dove erano venuti, mentre il sole viene accompagnato nel tramonto dalle Donne Divine, quelle morte al primo parto.
Dopo 4 anni gli eroi colibrì discendono sulla terra manifestandosi come colibrì.

Ecco quindi che per la sua spiccata aggressività, la rapidità nel volo e nelle acrobazie, per gli stupendi colori di cui è dotato, le antiche civiltà americane lo consideravano la reincarnazione di valorosi guerrieri caduti in battaglia e la rappresentazione in terra del dio Sole.
Il colibrì così simboleggia la libertà di movimento, l'energia, la perenne gioia, il godere del nettare della vita, il perseguire sogni idee e cose ritenute dai piu impossibili. Pensate che la particolarità di questi piccoli uccellini è che i bellissimi colori non sono dovuti alla presenza di pigmenti sulle penne, ma all’interferenza dei raggi luminosi attraverso la struttura prismatica delle diramazioni perpendicolari di rami e penne che, scomponendo la luce solare, riflettono una parte dell’iride, dando la sensazione di riflessi metallici. Questo piumaggio iridescente permette ai Colibrì di rendersi invisibili ai predatori confondendosi con il colore dei fiori.
Rappresenta quindi anche la gioia di vivere e la capacità di imparare dalle proprie esperienze adattandosi alle esigenze del caso.

mercoledì 10 agosto 2011

La Rana.. simbologia e sogni

Nel post di ieri "laghi e monti" ho accennato a elementi che determinavano il contesto lavorativo del sogno in questione..beh, uno di questi è la rana! Ora vi mostro perchè, anche se di per sé non è indice di ambito finanziario..come ho già detto, tutto va contestualizzato ed interpretato volta per volta.

Da sempre associata al suo elemento naturale - l’acqua e al rapporto di questa con la notte e la luna (sentimenti, emozioni ed energia femminile) - la rana rimanda alla pioggia che feconda la terra, ma anche alla materia primordiale da cui scaturì un giorno la vita perché richiama i primi dei nati dal fango primordiale. Purtroppo proprio per questo, per il suo legame diretto col fango, i primi padri della Chiesa vollero vedere in questo animaletto un legame col diavolo o col pensiero eretico, infatti in ogni buon rito di stregoneria che si rispetti deve sempre presenziare almeno una zampa di rana o di rospo. Veicolo magico e strumento rituale per eccellenza della magia popolare attestata anche da Plinio il Vecchio, e per ciò anche simbolo di guarigione.
La rana ha due simbologie principali (non per forza disgiunte) che si riscontrano in tutte le culture e sono quella della fertilità e quella della trasformazione, dell’anima che vaga lontano dal corpo di chi sogna o muore, l’embrione umano che nuota nell’utero, rigenerazione e addirittura resurrezione.
In alcune leggende cinesi, la rana conserva segreti e poteri molto preziosi, in Giappone invece, ancora oggi se si è in procinto di partire, e s’incontra una rana sul cammino, è segno che il viaggio andrà bene. Nella cultura africana la rana è un animale fondamentale per l'arrivo delle piogge, in quanto, secondo un’antica credenza Bantu, durante un periodo di grande siccità, solo il canto delle rane riuscì a scrollare il cielo ed a far arrivare la pioggia.
Ma è soprattutto la sua relazione con la fecondità che impera nelle culture popolari.
Nelle tradizioni precolombiane, la dea Ceneotl, patrona delle nascite e della fertilità, era rappresentata come una rana, mentre nell'Antico Egitto, la dea Heket (chiamata anche la dea-ostetrica), raffigurata anch'essa come una rana, veniva invocata come protettrice dei nascituri e per difendere l'unità familiare e la custodia della casa. L'immagine della dea rana, veniva disegnata su amuleti e scarabei portati dalle donne gravide..si dice che per sapere se una donna è incinta bisogna che orini su una rana: se questa muore allora la donna è incinta!
La rana rappresenta l’evoluzione psichica, affettiva e spirituale che compie ogni uomo nella sua vita, è un processo lento e difficile come quello che effettua la rana nelle sue molte metamorfosi: uovo, girino, batrace ed infine rana! Può insegnare a saltare rapidamente da un livello di coscienza ad un altro. La rana può anche aiutare a trovare il coraggio di accettare nuove idee e spingersi verso dei cambiamenti, insegnando a fluire con l’esistenza.
La rana è dunque simbolo di evoluzione fortuna e mutamento che, se si associa anche al simbolo della fertilità, indica un cambiamento che porta buona riuscita.

E’ vero che nel momento in cui si intraprende l'interpretazione di un sogno occorre sempre puntare l'attenzione sullo sfondo onirico, ovvero il contesto ambientale in cui l'animale è inserito e che emozione provoca nel sognatore, ma generalmente la rana è di buon auspicio...anche vederla dal vero. Ricordo che la mia bis-nonna, quando vedevamo una rana saltellare nei dintorni di casa, mi diceva di catturarla stando attenta a non farle male, e di accarezzarla perché portava fortuna!
Molte volte nei sogni la rana indica anche il partner, la relazione (il principe azzurro si presenta sotto forma di rospo!), e può essere la chiave per individuare il contesto a cui il sogno si riferisce, ma nel mio caso particolare si riferisce al lavoro (per rimanere nell’ambito del post di ieri) perché la rana era di corallo (simbolo per eccellenza degli “affari” oltre che elemento magico e protettivo) e la trovavo in un museo…per chi non lo sapesse, sono laureata in Storia dell’Arte!