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martedì 10 novembre 2015

AGLIO nei sogni



 Pianta delle Liliacee famosa per il suo forte odore e per questo temuta e bistrattata da molti, ma al contrario trova la sua principale virtù nella sua proprietà antibatterica. Alcuni sostengono sia per questo motivo che l’aglio fosse ritenuto un potente amuleto contro streghe e vampiri in quanto questi spiriti erano considerati dei parassiti. Io ritengo che la radice di questa credenza sia più profonda ed antica: Se risaliamo alla tradizione pagana vediamo che la  non avevano certo una valenza negativa, tutt’altro!  Impersonavano le energie positive che avevano origine dalle profondità della Terra. Anche per gli antichi Egizi era una pianta sacra, consacrata alla dea Sokar, un’antichissima divinità patrona della necropoli di Sakkara, ed in seguito associato a Osiride.

In sanscrito questa pianta è chiamata “l’uccisore di mostri”.
Nell’Odissea, quando Ulisse arriva nell’isola di Circe per liberare i suoi compagni trasformati in porci, Hermes (Mercurio), gli fa mangiare la pianta moly (ovvero l’aglio) che è in grado di fargli vedere le cose per come sono, quindi scongiurare le fatture:
Nella tradizione popolare è anche un talismano collegato al solstizio d’estate. Il Pascoli in “San Giovanni” recita: “Per San Zanne chi non compra l’aglio, per tutto l’anno non avrà guadagno.”, mentre in molti paesi del Mezzogiorno il 24 giugno si svolgeva il mercato dell’aglio, ritenuto simbolo di abbondanza.
Per il suo forte odore è stato spesso bistrattato e vietato alle tavole di molti nobili soprattutto dall’età moderna in poi.

Ma vediamo che significa vedere in sogno questa pianta.
La sua ambivalenza simbolica sembra rimanere anche nella sfera onirica. Per alcuni sognarlo significa allontanamenti e rotture, per altri protezione e buona fortuna, soprattutto in campo affettivo.
Sicuramente vedere aglio richiama l’attenzione sul bisogno di “pulirsi” e disinfettarsi, allontanando le cause responsabili di uno stato infiammotorio, anche a livello energetico, o dell’anima.
Io personalmente preferisco rifarmi agli studi spagyristi di Paracelso il quale, a mio parere, da la lettura più completa dal punto di vista simbolico. Paracelso parla dell’anatomia della pianta d’aglio, la quale rivela energia potenziale (nel bulbo interrato) normalmente identificata come maschile, in quanto il bulbo è la rappresentazione archetipa di Marte, l’individuo, l’Uomo, che si esprime ed evolve in una forma geometrica e ordinata e delicata del fiore. Se ci focalizziamo su questo aspetto vediamo proprio come la sua forma totale mette in luce le qualità energetiche proprie dell’archetipo che prevale in questa preziosa pianta che aiuta a superare le paure, la mancanza di volontà determinata e aumenta la vitalità psicofisica. Se teniamo buono tale riferimento, la conseguente lettura onirica sarà quella di una evoluzione positiva di una situazione di stallo e ristagno energetico. In parole povere, suggerisce che si è in grado di cambiare la propria posizione negativa superando le proprie paure e la “voglia di non fare”, perché no, anche liberandosi di parassiti energetici grazie alle capacità depurative. Finalmete riappare la fiducia nella Vita..si torna a dare sapore!!

giovedì 29 agosto 2013

ORCHIDEA nei sogni


Tanto simbolo di raffinatezza ed eleganza (soprattutto in Oriente), quanto di sensualità e romanticismo (Occidente), l'orchidea che appare nei sogni indica uno stato sentimentale ricco e appagante. 
Per la sua simmetria con stelo e foglie, ma anche per le forme che richiama (il fiore rimembra chiaramente gli organi riproduttivi femminili, mentre le radici a tubero tondeggianti, in particolare delle specie di terra, ricordano i testicoli maschili - orchis in greco significa testicoli) l'orchidea è il fiore della perfetta unione sentimentale, un messaggio universale destinato alla persona più preziosa nella propria vita a testimonianza di un sentimento duraturo nel tempo. In particolare sembra rappresenti una donna che ha conquistato il cuore di un uomo innamorato.
E’ eletta a simbolo d’amore per le sue sorprendenti capacità di crescere quasi ovunque – in tutti i continenti, eccetto che in Antartide, pressoché in ogni clima – riuscendo fiorire in qualsiasi condizione,

Vedere le orchidee nel vostro sogno, simboleggia la dolcezza, romanticismo, bellezza, lussuria e sensualità, gioia, ma soprattutto gioia..e perché no, pure ricchezza!

Se viste, raccolte o donate: piacevoli novità in arrivo

Se seccate e calpestate: la distrazione potrebbe far perdere ottime occasioni

Se si è preoccupati per la pianta, il sogno vuole portare la nostra attenzione su una situazione che potrebbe aver necessità di nostre cure e attenzioni.

Siate pur contenti di aver sognato questo fiore perché significa che state vivendo una vera storia d'Amore.. e fidatevi del parten: vive per voi!
Aggiungo di seguito alcune curiosità sul linguaggio di questo affascinante fiore:
- L'orchidea di colore rosa, che significa affetto e amore, viene designata come il fiore adatto al 14° anniversario di matrimonio, simbolo di affetto e di amore
- Per la ricorrenza del 28°, l’opzione preferita è la Cymbidium, nelle tonalità pastello giallo, crema, rosa.
-Come ho detto prima, con la loro aurea romantica, rappresenta comunque un regalo perfetto per la donna che ha conquistato il cuore di un uomo innamorato.
- Le bellissime e profumate Cattleya – scelta popolare tra le spose occidentali durante anni '40 e '50 – sono invece per lo più considerate adatte al fascino che si acquista con l’avanzare dell’età e, quindi, spesso sono portate in bouquet in occasione della ‘Festa della mamma’.
- Le orchidee nere, in realtà marrone scuro – dai poteri magici nella stregoneria, nelle leggende e nei miti spettrali – simboleggianti potere e autorità assoluta, sono perfette sia per complimentarsi con un uomo per il suo lavoro, sia come centrotavola di classe insieme a rose o gigli bianchi, magari aggiungendo anche una sfumatura in lavanda e rosa pallido.

mercoledì 30 gennaio 2013

Sognare il FIENO

Non si può certo dire che il fieno nei sogni sia comune, anzi è abbastanza insolito..per questo sento doveroso dedicargli un post tutto suo.
La tradizione vuole che vedere fieno o paglia nei sogni indichi la necessità di lavorare duramente per ottenere ciò che si vuole, nulla nella vita è facile. Un'altra lettura vuole il fieno come indicatore della necessità, soprattutto nelle donne, di coltivare il proprio istinto materno, attenzione e protezione verso gli altri, ma equilibrarlo con l’energia maschile, e/o assecondare un desiderio sessuale probabilmente represso. Questo legame con il sesso è dovuta al fatto che l'immagine preponderante del pagliaio ricorda i giochi d'amore e passioni adolescenziali o clandestini, consumati di nascosto, con il timore di essere scoperti, ma brucianti di passione, così anche quando ci appare in sogno, il fieno esprime grande vitalità e voglia di vivere. Di certo però non indica stabilità e forza d'intenti essendo spesso ritenuto simbolo di leggerezza, instabilità, infiammabilità; basti pensare ad alcune locuzioni figurative: è un fuoco di paglia quando un problema sembra essere enorme, mentre in realtà è destinato ad avere vita breve ed a dissolversi nel vento, o avere la coda di paglia, parlando di chi non ha la coscienza a posto e perciò tende a vedere nelle parole altrui continue allusioni alle proprie colpe.
A volte, per la sua naturale volatilità, il fieno viene ad sottolineare alcune situazioni "senza speranza"..

lunedì 12 settembre 2011

Il gelsomino, fiore dei sentimenti

Un detto arabo afferma che il Paradiso profuma di Gelsomino. In effetti questo fiore fa subito venire in mente i giardini delle Mille e una Notte, palazzi dorati e profumi caldi ed avvolgenti.
La coltivazione della pianta di gelsomino è talmente antica che ne sono state trovate alcune tracce in Egitto su una mummia di un faraone, ma quasi sicuramente il fiore è originario della Persia.
Il suo nome deriva da Ysmin, fiore bianco. La sua forma a cinque petali ricorda una stella (da qui la leggenda araba sulla nascita dei gelsomini che li vuole stelle cadute e trasformate in fiore dalla dea dei giardini perché non venissero sciupate dagli uomini, la raffigurazione per eccellenza del “penta-colo” (amuleto
portato per difendersi dagli spiriti maligni). Questo aspetto è molto importante perché sia nella tradizione occidentale che in quella orientale il numero cinque rappresenta la Grande Madre che ha assunto vari nomi: Afrodite per i greci, Ishtar per i babilonesi, ecc. tanto che in Asia minore si portava al collo proprio come amuleto perché si pensava che la Grande Madre in questo modo proteggesse dagli spiriti cattivi.
Proprio tale combinazione di elementi ha legato il gelsomino, sia nella tradizione mediterranea che in quella orientale, all’Amore Divino e all’Amore Profano.
Un detto indiano spiega come il penetrante profumo di questo fiore sul capo della donna amata, unito alla penetrante essenza del sandalo sulla sua pelle, sia Teco del Paradiso celeste. Del resto gli amanti lo sceglievano per farsene dono:con i suoi fiori facevano coroncine, ghirlande, mazzolini. Una famosa leggenda racconta che il Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici era talmente geloso del suo gelsomino “Sambac” da impedirne la propagazione, ma un suo giovane giardiniere, sfidandone il divieto, ne portò in dono un ramo fiorito alla sua fidanzata. Poi moltiplicò in segreto la pianta e vendendone diversi esemplari si fece tanto ricco da potersi presto sposare. Sembra che da allora le ragazze toscane scelgano, per comporre il proprio bouquet di nozze, proprio il gelsomino.

Nella tradizione mussulmana il gelsomino è il fiore di Fatima, la figlia del profeta Maometto, quindi in quella cristiana è diventato caratteristico dell’amore divino e attributo della Vergine (nulla è mai per caso!).
In Polinesia ,il fiore tiara, una specie di gelsomino, è
diventato l'emblema di Tahiti. Il monoi, ovvero l'olio di cocco che le vahines( parola che in polinesiano significa donne)usano per nutrire e rinvigorire i capelli, è profumato al legno di sandalo e al gelsomino. Ma i simboli di simpatia di rispetto e di stima del prossimo, di ospitalità o di voluttà che si ricollegano al gelsomino devono essere utilizzati a ragion veduta secondo il colore del fiore che si decide di offrire. Il gelsomino è pertanto un fiore positivo, molto usato nel linguaggio dell'amore e dei sentimenti ed assume significato diverso a seconda del colore:   un gelsomino bianco sta a significare amabilità; uno giallo felicità;  uno rosso  significa invece che si desidera la persona alla quale si dona. In Spagna è sempre simbolo di sensualità.
Si narra anche che, in caso di carattere timido, si potrà regalare alla propria donna amata un gelsomino notturno, quando l’amore sarà sbocciato un gelsomino rosso e dopo la prima notte d’amore uno giallo perché simbolo di felicità.

Vedere un gelsomino nei sogni è sempre un segnale positivo che, a seconda del colore del fiore, esorta il sognatore ad avere fiducia nell’amore!

lunedì 5 settembre 2011

Origano, simbologia e sogni


L’origano è una pianta a cui generalmente non si dedica molta attenzione se non in ambito culinario, eppure in pochi sanno che questo arboscello è un simbolo di buon auspicio, di ripresa e recupero, di felicità e pace nei rapporti sentimentali.
Secondo la mitologia greca, il profumo dolce e gustoso era stato creato dalla dea dell’amore Afrodite come simbolo della felicità e della fortuna e cresceva abbondante nel suo giardino sulle pendici dell’Olimpo. E’ a questo che l’origano deve il suo nome, dai termini greci «oros» e «ganos» che si possono tradurre con «splendore della montagna» o «gioia della montagna». Un’altra interpretazione è «delizia della montagna». Un tempo l’origano era definito anche erba della felicità, tanto che sia Greci che Romani decoravano i capi dei loro amati con origano e maggiorana (le due piante sono strettamente imparentate) e ai matrimoni l’erba della felicità era intrecciata negli ornamenti per il capo degli sposi. Spesso faceva parte degli ingredienti di elisir e unguenti amorosi e pare avesse un influsso positivo sugli amanti un po’ titubanti.
Per le sue proprietà officinali analgesiche e lenitive, l’origano è stato elevato a simbolo del Conforto, infatti quest’erba saporita era usata anche per guarire le pene amorose, ed in passato si regalava alle ragazze che avevano patito una grave delusione d’amore e alle persone depresse o colpite da profondi dispiaceri.
Si coltivava sia per gli usi di cucina sia come lenimento morale sia con lo scopo di talismano. Ancora oggi viene usato come apotropaico, in sacchetti da portare sul corpo o accuratamente conservati nelle stanze, per allontanare o annullare presunte influenze magiche maligne. La maggiorana e l’origano preservavano dalle maledizioni delle streghe, dagli spiriti cattivi e dai folletti, ed erano dunque importanti erbe protettive. Gettando la maggiorana oltre la soglia di casa porta si teneva lontano il diavolo dall’abitazione.
Il suo aspetto elegante e delicato lo lega al mondo femminile: si pensava che l’origano coltivato da una donna sulla sua terrazza, stabilisse un legame particolare, quasi magico con la donna stessa.
Si credeva inoltre che l’origano aiutasse l’anima dei defunti a trovare la pace e per questo motivo spesso veniva piantato anche sulle tombe.

Nell’emblema della Medicina la cicogna porta un rametto dell’aromatico arbusto stretto nel becco, per curare il mal di stomaco, secondo una leggenda molto diffusa nel Medioevo, la quale dice che quando questo uccello soffre di stomaco per aver mangiato cibi nocivi, si cura istintivamente con l'origano.

lunedì 29 agosto 2011

Il colore viola

Il viola, assieme al bianco, è l’altro colore che determina il passaggio da uno stato all’altro, anche se in questo caso la situazione è leggermente più complessa.

Questo è il colore che, a livello cromatico, si crea dall’unione del rosso e del blu e che quindi costituisce una sintesi delle qualità simboliche connesse ai due, così che la passione, la violenta irruenza del rosso, incontrando la tranquillità e la trascendenza del blu, genera la temperanza del viola. Temperanza che sembra risolversi nell’unione degli opposti, nella trasformazione nata dall’incontro di aspetti ambivalenti ed in aperta contraddizione.
Per Jung infatti il viola indica essenzialmente l’unione di due nature, di corpo e di spirito, di rosso e d’azzurro, da cui discende il carattere duplice e complesso proprio della tonalità. E’ il colore della totalità originaria dell’inconscio in cui ancora non si è formata la coscienza. Una complessità iniziale da cui l’uomo muove nel suo processo di individuazione, e sul piano psichico costella aspetti di confronto e conciliazione degli opposti psichici. Per questo suo carattere di complessità e di trasformazione, il viola rappresenta tutto ciò che è arcano e sconosciuto: la mistica, l’occulto e la magia, la metafisica, la trascendenza.
In natura il colore viola trova identificazione nel fiore della violetta, tanto che dello stesso ne evoca le qualità: lo stare nascosto tra l’erba che suggerisce timidezza, l’ intenso profumo indice di seduzione e fascino, mentre la forma semplice ed essenziale richiama la grazia ed il valore dell’estetica.
Ed è proprio in forma di fiore o di gemma che si ritrova più facilmente il viola nei sogni. Nel mondo onirico la visione di questo colore simboleggia aspetti legati al fascino e al carisma personale, o indica la necessità di una visione che vada al di là della superficie e si nutra delle suggestioni trascendenti del terzo occhio, che si protenda verso il superamento del quotidiano, dell’ordinario, del materiale.
Guardare oltre le apparenze. 

martedì 16 agosto 2011

Margherita – sogni e simbologia

L’origine della margherita risale a più di quattromila anni fa grazie a reperti di antiche ceramiche così decorate e a forcine d'oro per capelli con questi ornamenti, ritrovate durante alcuni scavi in Egitto, Medio Oriente e Creta. Presso gli antichi Romani invece erano già note le sue proprietà curative, infatti le foglie fresche triturate servivano per trattare esternamente ulcerazioni, contusioni, pelle screpolata, mentre la pianta, nel corso dei secoli, è stata più impiegata come rimedio popolare per alleviare la pertosse, l’asma, il nervosismo, la sudorazione notturna, l’ittero. Si narra anche che Enrico VIII (1491-1547), re d’Inghilterra e d’Irlanda, si cibasse di piatti a base di margherite per eliminare i dolori di stomaco causati dall’ulcera. Ancora oggi in alcune parti d’Italia le sue foglioline fresche vengono aggiunte alle insalate.

Mitologia
Dato che tutte le ninfe per scappare da attenzioni non gradite decidono di farsi tramutare in qualche elemento naturale, anche Belide fece questa scelta per sfuggire dalle grinfie di Vertumno, dio dei boschi e delle stagioni che la aveva adocchiata ballare con le compagne sul ciglio della foresta. Nasce così la Bellis – nome scientifico della margheritina pratolina.
Nel Medio Evo, gli agricoltori inglesi sostenevano che la bella stagione non era arrivata finché non era possibile posare il piede su sette (o nove o dodici) margherite fiorite in un colpo solo nel prato e che trapiantare quelle selvatiche in un giardino coltivato portasse sfortuna.
Per la forma del fiore, con i petali a raggiera attorno al disco centrale giallo, la margherita richiama il sole – elemento a cui è associata – tanto che gli anglosassoni le hanno dato un nome appropriato: ‘daisy’, che derivava da ‘day’s eye’ e significava ‘occhio del giorno’, visto che si apriva al mattino e si chiudeva di notte, e da questo ne avevano anche indotto la proprietà curativa di lenire i problemi agli occhi.
Chi non ha mai fatto il gioco “m’ama o non m’ama”? Sebbene questa pratica richiami nell’immaginario collettivo la visione di angeliche giovani fanciulle medievali in attesa del loro cavaliere (in effetti nel Medio Evo per rispondere affermativamente ad una proposta matrimoniale, le giovani si ornavano i capelli con delle margherite), pare che questa pratica profetica, compresa la frase, sia stata avviata per la prima volta in epoca vittoriana da una cameriera dal cuore spezzato, desiderosa di trovare un nuovo corteggiatore che la amasse. Ugualmente Margherita interrogava il fiore omonimo per sapere se Faust la amava nella prima parte del romanzo ‘Faust’ di Goethe (1808). Questa forma popolare di profezia, tramutatasi in forma recitata, è continuata ovunque nel tempo, in modo più affievolito, spensierato e scherzoso.

Simbologia
Nel linguaggio dei fiori, la margherita ha diversi significati, tutti positivi e collegati con il concetto di ‘verità’. E’ innanzitutto il fiore delicato della purezza e dell'innocenza, della semplicità e della modestia, ma anche dell'amore fedele e della pazienza.
Per la sua apparente semplicità – è il primo fiore che disegnano i bambini! - simboleggia l'innocenza giovanile, libera dai sensi di colpa, dal peccato, dalla corruzione.
A seconda dei soggetti interessati, il messaggio insito nelle margherite diventava particolarmente significativo quando venivano regalate e accettate: elogio alle numerose virtù, tante quanti erano i petali di ognuno di questi fiori, consegnava sincerità e irreprensibilità in mano di chi la riceveva, ma poteva anche costituire una promessa di amore fedele. Quindi, quando il silente linguaggio nei fiori era conosciuto a livello popolare, una fanciulla accettava le margherite con grande onore, considerandolo un gesto in onore della sua rispettabilità o una prova di affetto. Tra innamorati, è sempre stata l’equivalente di una confessione e di pegno di sentimento eterno. Il fiore reciso e riunito in un bel mazzetto è comunemente celebrativo del 5° anniversario di un legame, mentre un bouquet di margherite viene regalato ad una neo-mamma in segno di accoglienza del neonato.
Si dice abbia proprietà profetiche.

La Margherita nei sogni
La margherita nei sogni esprime gli stessi significati simbolici dei fiori: grazia, tenerezza, amore e pazienza, ma anche rinascita e risveglio interiore essendo per eccellenza il fiore della primavera. Tutto ciò si traduce in significati simbolici legati al rinnovamento, all’apertura verso il nuovo, all’estroversione, alla fiducia, al coraggio, ma anche alla forza ed alla determinazione che si nascondono dietro alla pazienza o alla sobrietà.
Sognare margherite in un prato, o di coglierle, può riflettere la necessità di una maggiore apertura verso l’esterno, di un maggior contatto con gli altri e con la natura di cui forse il sognatore ha bisogno e che può ottenere tramite perseveranza e semplicità.
Giovane donna con margherite  (1889) - Pierre Auguste Renoir
Sembra che le margherite nei sogni possano rispecchiare un bisogno di semplicità e di quiete, oppure una forma di tenerezza che sta emergendo nei confronti di qualcuno.

La Margherita nell’arte


Nella poesia vi sono diverse richiami a questo fiore. Ad esempio Geoffrey Chaucer nel Prologo al poema ‘La leggenda delle donne eccellenti’ scritta nel 1386 in commemorazione di coloro che, nella storia e nella mitologia, sono state abbandonate, lo scrittore e poeta inglese, professa la sua predilezione per la margherita, oppure John Keats (1795-1821) che, in procinto di morire, disse di  sentire già le margherite crescere sulla sua tomba. Come fiore ‘dolce’, questo fiore è evocato anche dal poeta inglese William Wordsworth (1770-1850) nelle tre poesie dal titolo omonimo scritte nel 1802.
Considerate nate dalle lacrime della Vergine Maria, le margherite sono spesso rappresentate come simbolo dell’innocenza di Gesù Bambino nelle opere d'arte già dal periodo medievale, e rientrano tra le varietà utilizzate per l’idealizzazione dei Giardini di Maria, in nome delle virtù e degli eventi significativi della vita della Vergine e talvolta di San Giovanni (6 maggio). Ovviamente si trova anche come attributo di Santa Margherita (20 luglio). 

giovedì 11 agosto 2011

Bosso

La notte scorsa ho sognato di trovarmi con degli amici in una piazza circondata da mura medievali. Attraverso una porta ad arco per raggiungere un bellissimo giardino, ma prima di arrivarvi vedo dei prati cinti da steccati bianchi e da bossi..sono affascinata dai bossi e continuo a ripeterne il nome.
Il Bosso da sempre è associato ai riti funerari, oltre che all’immortalità, per cui la sua presenza nei sogni la si tende a interpretare come dolore e difficoltà legate ad una morte. Subito mi sono agitata, poi però ho fatto una ricerca un po’ più approfondita sulla simbologia del Bosso.

Pur essendo stato classificato insieme al Cipresso e al Tasso tra gli arbusti infernali, il Bosso è l’immagine del ciclo della vita. Consacrato nell’antichità ad Ade e Cibele, il Bosso era e resta simbolo funerario e di immortalità, perchè è sempreverde. Per la stessa ragione veniva piantato nelle necropoli insieme a cipressi e tassi ed era per questo sacro agli dei inferi e alla dea madre Cibele. Ancora adesso si usa piantare rami di bosso sulle tombe. La pianta era stata anche consacrata ad Afrodite perchè ritenuta contemporaneamente simbolo di amore, di fecondità e di morte..in questo caso però la morte non va intesa come perdita e annullamento, ma come fine di un ciclo per l’inizio di un altro, infatti una delle caratteristiche del Bosso è quella di autofecondarsi. Da solo da vita ad una nuova fase di sé. A causa della sua durezza e compattezza esso è diventato simbolo di fermezza, perseveranza, solidità e stoicismo, il Bosso non teme né il caldo né il freddo, ama il sole ma può vivere all’ombra. Le sue foglie non sono in realtà persistenti, ma si rinnovano continuamente in modo che l’arbusto resta sempreverde. Per tale motivo esso rappresenta la perpetua reviviscenza della natura. Per i Greci era sacro a Plutone, dio protettore degli alberi sempreverdi. Presso i Galli l’albero era divinizzato e simboleggiava l’immagine dell’eternità. Non a caso le prime pissidi cristiane usate per contenere l’ostia erano in legno di Bosso.
Spesso il legno di Bosso era utilizzato per realizzare scatolette lignee e statuette di divinità (in onore di Apollo olimpico). Nell’antica Grecia il legno di Bosso era anche usato per fabbricare vasi o contenitori cilindrici appositi per i medicinali. A causa della sua durezza gli antichi ne costruivano fruste, trottole, pettini, flauti e soprattutto tavolette. Queste erano poi ricoperte di cera e servivano per poterci scrivere sopra. Con il suo durissimo legno, simbolo di fermezza e perseveranza, si costruiscono i martelli delle logge massoniche.

Se nel mio sogno associo il Bosso alla presenza dell’arco (porta particolare che indica nuove opportunità positive grazie alla sua forma perfetta – in una circonferenza ogni punto è equidistante dal centro) capisco che il Bosso non indica una morte in senso fisico, ma la chiusura di una fase per l’inizio di un’altra. Inoltre ciò che mi ha colpito della pianta sono state le sue foglioline nuove, appena nate, di un verde brillantissimo che mi davano una sensazione di “freschezza” (ho proprio pesato a questa parola durante il sogno) e poi il Bosso costeggiava il percorso che stavo seguendo per arrivare ad un bellissimo giardino!
Se non avessi approfondito il vero significato del Bosso avrei passato l’intera giornata in angosciosa attesa di qualche dispiacere..